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LA BUONA PAPPA:
IL GUSTO DELLA CRESCITA

Lo sapevi che?

Consigli utili per mamme e papà che intraprendono il percorso di una sana e buona alimentazione con i propri bambini, dallo svezzamento ai 3 anni.

#labuonapappa

Il tuo bambino non è un piccolo adulto.

Quello che il tuo bambino mangia nei primi anni di vita, influenzerà la sua crescita e il suo sviluppo futuro. Fino ai 3 anni ha bisogno di energia e nutrienti in quantità adeguate alle sue specifiche esigenze. Alla nascita, infatti, non tutti i suoi organi sono completamente sviluppati e questo può comportare un maggior assorbimento di alcune sostanze per lui potenzialmente dannose contenute negli alimenti per adulti.

Pappa, amore e fantasia.

Tre elementi fondamentali che il tuo bambino dovrebbe trovare sul suo seggiolone ad ogni pasto. Ingredienti giusti e completi, una dieta sana e bilanciata sono imprescindibili, ma non dobbiamo dimenticare che il cibo è anche un percorso di crescita e di condivisione importante, da coltivare ogni giorno.

Nessun alimento è di per sé completo.

Il modo più semplice e sicuro per garantire l’apporto di tutte le sostanze nutritive di cui il tuo bambino ha bisogno è quello di variare il più possibile e combinare tra loro alimenti diversi.

Ogni famiglia ha un tesoro.

Si tratta del pediatra. Una figura centrale con la quale è sempre bene confrontarsi (ed affidarsi) su tutte le scelte più importanti relative al bambino.

Lo svezzamento è la vera prima sfida per il tuo bambino.

Lo svezzamento è il periodo durante il quale il bambino passa dal nutrirsi esclusivamente di latte (materno e, se questo manca o non è sufficiente, di latte formulato) a una dieta via via più diversificata con l’introduzione progressiva di tutti gli alimenti. Crescendo, il latte da solo non basta più a soddisfare tutte le esigenze nutritive del tuo bambino che sta per raddoppiare il proprio peso. Il piccolo ora ha bisogno di un maggiore apporto di calorie e ha anche la necessità di nuovi alimenti, più ricchi per esempio di ferro.

Quando inizia lo svezzamento?

Non esiste una scadenza precisa e uguale per tutti che scandisce quando è ora di iniziare lo svezzamento. Il miglior consiglio è quello di non avere fretta e di osservare i piccoli segnali che possono aiutarti a capire quando il tuo piccolo è pronto (È più attivo? Resta sveglio più a lungo? Chiede poppate più frequenti?). Il pediatra, conoscendo il tuo bambino, ti seguirà in questo periodo fondamentale e saprà consigliarti al meglio. In linea generale, gli scienziati di nutrizione hanno identificato una “finestra” di tempo intorno ai 6 mesi, all’interno della quale si può iniziare a introdurre elementi diversi dal latte. Lo svezzamento è un processo graduale, necessita di diversi mesi e rappresenta per il tuo piccolo una delle prime sfide e l’inizio della nuova avventura verso la sua vita adulta. Questo periodo è anche un momento cruciale per imparare a mangiare sano e con gusto: quindi via libera a pappe dai colori, dai gusti e dai profumi diversi! Leggi di più

La prima
pappa

Non avere fretta: la prima pappa, all’inizio, è solo una sequenza di piccolissimi assaggi che servono a fargli prendere confidenza con la novità. Variare la consistenza è importante perché talvolta può essere la causa del poco interesse del bambino per la prima pappa. Non dimenticare che all’inizio dello svezzamento il tuo bambino conosce solo il latte. Non c’è quindi da stupirsi se non ami particolarmente la compattezza degli alimenti. Preparare le prime pappe piuttosto liquide in modo il bambino possa abituarsi gradualmente al cambiamento è un ottimo asso nella manica. Proponi un nuovo alimento per volta lasciando così al bambino il tempo necessario per abituarsi ai nuovi sapori e a te quello per verificare eventuali allergie o intolleranze. I nuovi alimenti vanno sempre proposti e mai imposti. Insistere contro la volontà del piccolo porta solo a un cattivo rapporto con il cibo I prodotti della prima tappa di svezzamento sono dei “grandi classici”, che possono essere introdotti sin dalle prime pappe e che puoi continuare ad utilizzare anche quando cresce. Chiedi sempre prima al tuo pediatra, in particolare se hai dubbi su quando introdurre qualche elemento o se c’è una familiarità per l’insorgenza di allergie.
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La seconda fase dello svezzamento

Dopo il momento dell’introduzione degli alimenti, inizia la fase delle ricette più avventurose, dove i gusti diventano più decisi Ogni bambino è un mondo a sé, non c’è quindi un’indicazione esatta di quando iniziare questo percorso, ma lo capirai quando il tuo bimbo inizierà a mostrare interesse verso piatti più saporiti. I prodotti più adatti per questo momento sono quelli che combinano diversi ingredienti per ricette dal sapore interessante.

Dopo l’anno

Quando il tuo piccolo è vicino al suo primo compleanno è il momento di introdurre qualche cambiamento nelle sue abitudini alimentari Procedi con gradualità, assecondando i suoi progressi. Sarà lui a guidarti e, in caso di dubbio, chiedi sempre un consiglio al tuo pediatra.

  • 5 PASTI AL GIORNO: colazione, spuntino di metà mattina, pranzo, merenda e cena. Sono i 5 appuntamenti con il cibo che scandiscono la sua giornata.
  • SAPORI E CONSISTENZE: è un buon momento per provare nuovi sapori e nuove combinazioni. Inoltre, sono spuntati i suoi primi dentini e puoi cominciare a proporgli gradualmente consistenze diverse, per soddisfare la sua voglia di novità.
  • PORTATE: inizia gradualmente a scomporre il pasto in portate. Vedrai che apprezzerà la novità. È il modo migliore per abituarlo al sapore dei diversi ingredienti della sua dieta.
  • IL MENU DELLA SETTIMANA: il modo più semplice e sicuro per garantire l’apporto di tutte le sostanze nutritive di cui ha bisogno il tuo bambino è quello di variare il più possibile e combinare tra loro di alimenti diversi. Si possono quindi alternare piatti unici (che includono cereali, proteine e verdure) a portate scomposte con diversi carboidrati (pasta, riso, orzo e farro, patate), una fonte di proteine (carne o pesce o legumi) e verdure. La frequenza è all’incirca tre volte per settimana per ognuno dei gruppi di proteine, possibilmente variando spesso con gli alimenti all’interno dello stesso gruppo. In un menù settimanale con 14 pasti, si possono alternare 3 volte i legumi, 3 volte la carne, 3 volte il pesce, 1/2 l’uovo e 2/3 volte il formaggio e una volta i salumi, ovviamente quando l’età del bambino lo consente.

Il gusto e la pappa: un’avventura tutta da scoprire.

Il gusto è una sensazione complessa che è influenzata non solo dal sapore di un alimento, ma anche dal profumo, dal colore e dalla consistenza. Assaggio dopo assaggio, il piccolo comincia – in modo autonomo – ad apprezzare la varietà di sapori degli alimenti: un percorso che si sviluppa soprattutto nei primi 2/3 anni di vita. È in questo periodo cruciale che il bambino sviluppa gusti e consapevolezza di sé anche in ambito alimentare. È un momento importante di crescita fisica e di atteggiamento nei confronti del cibo che lo accompagnerà per il resto della sua vita. Il consiglio è di stimolare curiosità e proporre, senza mai imporre, usando un pizzico di creatività. Inoltre, proprio in questa fase il tuo bambino inizia a comprendere il valore del cibo anche come esperienza da vivere con le persone che gli vogliono bene.

Varietà e stagionalità.

Sono due pilastri imprescindibili per la buona alimentazione, presente e futura. Alcuni esempi? La zucca in autunno, i fagioli in inverno, albicocca in primavera e pesca in estate. Man mano che lo svezzamento procede, è importante far assaggiare al bambino cibi diversi che stimolino la sua curiosità, con l’obiettivo di accompagnarlo verso un’alimentazione il più possibile varia ed equilibrata.

Colazione e merenda: sane e buone abitudini.

La colazione è la prima buona abitudine della giornata, un pasto importante a cui dedicare il giusto tempo. Una buona colazione deve fornire circa il 15-20% del fabbisogno calorico giornaliero. Anche con l’avvio dello svezzamento il latte resta un alimento importante nell’alimentazione del bambino e la colazione è il momento più indicato per proporglielo. Dopo il primo anno di età, se non allatti, il latte di crescita è la scelta più adatta per il tuo bambino perché fornisce, nell’ambito di una alimentazione varia, proteine, ferro e acidi grassi essenziali, con un apporto più adatto al suo fabbisogno. Infatti il latte vaccino, nelle quantità solitamente consumate da un bambino di 12 mesi, apporta un carico di proteine elevato che sommato alle proteine assunte con gli altri alimenti durante la giornata, rende l’apporto proteico giornaliero eccessivo per un bambino di questa età. La merenda assume le caratteristiche di una pausa importante, che interrompe il digiuno fra il pranzo e la cena. La merenda deve essere buona e golosa (è un buon momento per sperimentare), ma anche pensata, nutrizionalmente equilibrata e con ingredienti selezionati e di qualità. Se il tuo bimbo ha un anno di età, la merenda deve poter apportare circa il 10% del fabbisogno calorico giornaliero, essere al contempo leggera e priva di grassi idrogenati, coloranti e conservanti, ed essere varia, così da non annoiare il tuo bambino e aiutarlo a sperimentare.

Qualità al primo posto.

I prodotti per l’infanzia devono avere delle caratteristiche imprescindibili. Una soglia limite per la presenza di residui di antiparassitari e contaminanti nelle materie prime utilizzate, anche di 10-20 volte inferiore a quelli possibili nell’alimento per gli adulti. Prodotti adatti più facilmente digeribili, con proprietà nutritive specifiche per la crescita e per l’organismo di un bambino fino ai 3 anni. Sono quindi prodotti più sicuri per il tuo bambino, ma anche più facilmente digeribili e formulati in modo da fornire, in una piccola quantità di cibo, il corretto apporto di nutrienti necessario nei primi tre anni di vita.

Filiera, tracciabilità e made in Italy.

Conoscere l’origine degli alimenti che metti nel piatto del tuo bimbo è importante in termini di qualità e sicurezza. Scegli prodotti che comunicano con trasparenza la provenienza delle proprie materie prime, che garantiscono controlli lungo tutta la filiera e tracciabilità dall’origine fino alla tavola. La filiera agroalimentare italiana rappresenta una delle eccellenze più riconosciute nel mondo con un’ottima qualità delle materie prime. Inoltre, la regolamentazione in materia di qualità e sicurezza degli alimenti per l’infanzia è un’ulteriore garanzia nell’offrire il meglio al tuo bambino. Il programma Oasi nella Crescita® di Plasmon è un accurato controllo della filiera produttiva dall’allevamento/campo di coltivazione della materia prima fino ad arrivare al prodotto finito. La qualità e la sicurezza sono garantiti dalla tracciabilità completa in tutte le fasi della filiera, dal rispetto dei disciplinari che devono essere applicati durante tutto il ciclo produttivo e da specifiche di qualità mirate. Plasmon, inoltre, lavora a stretto contatto con i propri fornitori, in un continuo scambio di informazioni relativo alle materie prime. Dalla collaborazione tra Plasmon e il Ministero delle Politiche Alimentari e Forestali è nato un marchio di riconoscibilità per tutti gli alimenti per l’infanzia prodotti in Italia e un protocollo d’intesa con il quale Plasmon si è impegnata a sostenere investimenti di acquisto sulla Filiera Agroalimentare Italiana nei comparti Carne, Frutta, Verdure, Cerali, Latte, Pesce, Olio, finalizzata alla valorizzazione, innovazione e sostenibilità della filiera.

Nota: Il latte materno è l’alimento ideale per il bambino. L’Organizzazione Mondiale della Sanità lo raccomanda come alimento esclusivo fino al sesto mese e come componente lattea di una dieta equilibrata anche dopo l’anno di vita. Qualora l’allattamento al seno non sia possibile o sufficiente chiedi sempre consiglio al tuo Pediatra. L’allattamento al seno è un modo incomparabile per garantire il nutrimento ideale per la crescita sana e lo sviluppo dei lattanti e fornisce benefici alla loro salute favorendo la riduzione del rischio di malattie. Una adeguata alimentazione in gravidanza e durante l’allattamento è fondamentale, e ogni donna dovrebbe affidarsi a professionisti del settore per prepararsi all’allattamento e per allattare senza interferenze e difficoltà. La decisione di non allattare è difficilmente revocabile, e l’utilizzo di latti formulati può pregiudicare la produzione di latte, è quindi opportuno chiedere consiglio al proprio Pediatra come considerare le implicazioni sociali e finanziarie che questa scelta porta con sé. Nell’utilizzo di formule per lattanti è importante prestare attenzione alle modalità di preparazione e conservazione presenti sull’etichetta.

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